| [ | Current Mood |
| | contemplative | ] |
| [ | Current Music |
| | Roky Erickson - Burn the flame | ] | LA PARTENZA
Venerdì 3 marzo, ore 12.30. Io e Stefano (a.k.a. Dr.Gonzo) siamo vestiti da cow-boy, Cristian indossa i consueti panni del Corduroy-Man Metropolitano e Miki (aka Madame Rouge!!!), impegnato alla guida, opta per una tenuta sportiva condita da un elegantissimo impermeabile sottratto all'armadio paterno e un improbabile accoppiata sciarpa/cappello che manco Amundsen al polo... Ci lasciamo alle spalle la Capitale con un paio d'ore di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Il fatto che Cristian dimenticasse sui fornelli accesi una pentola poteva essere tranquillamente previsto.
Destinazione Bologna, TPO, Slint. La smania di poter dire 'Presente!' al concerto atteso una vita. Inganniamo il tempo con il simpatico gioco di Indivovina il Personaggio. Robocop non ha il cazzo, ma Eva Robins sì, Thom York è un fico ma il Papa ha a che fare con la musica. E così, in allegria, sorvoliamo l'uscita dell'A1 per Bologna (che cmq non era segnalata adeguatamente): poco male, imbocchiamo la via Emilia da Modena 15 km più avanti e alle 19.00 scarse giungiamo a Via Broccaindosso.
Federica (che non vedevo da una settimana) e la famiglia Brunvand al gran completo ci accolgono frettolosamente ma in maniera calorosa, il tempo tiranno non ci permette neanche lo scarico dei bagagli: V.le Lenin ci aspetta. Per una quanto mai insolita scelta organizzativa l'accesso al locale era stato scaglionato e quelli che avevano prenotato dovevano entrare entro le 21.00, il resto della marmaglia dalle 21.00 in poi. Davanti al locale sdrammatizziamo psicotropicamente l'attesa in mezzo a una discreta folla mentre il potente e improvviso soundcheck ci regalava le inconfondibili note di Breadcrumb Trail. Cazzo. Sguardi di intesa e approvazione si diffondono tra gli astanti. Si Entra.
IL DOTTOR PSYCHO
Un paio di settimane prima del concerto spedisco delle mails al Dottor Brullo Nulla e ai Dottori Brunvand e Psycho paventando l'ipotesi di assistere tutti insieme al concerto di venerdì e organizzare una festicciola a TanaBrunvand il sabato. La proposta viene accolta di buon grado con mio sommo piacere. Il Dr.Psycho sarebbe arrivato in treno da Pisa e avrebbe alloggiato in Condominio Broccaindosso. Tra l'altro, la sera prima del concerto, causa banale errore nel comunicare il mio numero telefonico, gli fornisco la Donna della sua vita su un piatto d'argento ma questa è un'altra storia. Giunto dinanzi il TPO, come da accordi, lo chiamo. Ci diamo appuntamento dentro al locale visto che lui era testè giunto in stazione. Durante la conversazione apprendo una triste notizia: il cmq egregio Brullo Nulla (brutalizzato e totalmente asservito ai dettami del pelo femminile) aveva dei programmi alternativi per il week-end ergo non sarebbe stato dei nostri. L’incontro avviene verso le nove: il DrBrunvand spezza il circolo birresco che avevamo formato (al quale s’era unita Hyddenplace) e va a rendere omaggio al DrPsycho che era appena arrivato: tenuta da viaggiatore scandinavo e zaino parallelepidico in spalla, sguardo incuriosito, lievemente disorientato ma allo stesso tempo sereno e contemplativo: l’eletto che ridurrà l’universo alla sua mercè, l’uomo che non teme l’assenza di materia all’interno (beh, quasi) delle particelle sub-atomiche, insomma un MITO DEI NOSTRI TEMPI si aggregava brillantemente al gruppo conferendogli un notevole valore aggiunto. I NOVE avventurieri: 4 asphaltiti d.o.c., (ovvero brunvand, millamallory, psycho e hyddenplace) 1 napoleoneuilsoniano (me medesimo) e 4 osservatori neutrali per bilanciare il tutto (Federica, Stefano, Miki e Cristian).
IL LOCALE E IL CONCERTO.

Il TPO è veramente grande: è sufficientemente scarno e disadorno di cazzate, l’essenzialità la fa da padrona e la dislocazione dei locali è per certi versi labirintica ( ad esempio, cercando di raggiungere gli altri io e psycho abbiamo compiuto un’illusorio tragitto che ci ha riportati circolarmente al punto di partenza) e la Polivalenza (di cui si fregia nel nome) è garantita dalla caratterizzazione dei vari stanzoni che lo compongono. La sala principale era già discretamente gremita quando ci introduciamo. Un giovinastro mi chiede “E’ qua che suonano gli slàint?”, e io gli concedo un “Se se…”. Il babbeo mi ha fatto ricordare l’epica scena di Manhattan dove Woody fa il verso a Diane Keaton: Fangaaag???!!!!!????? Senza particolare difficoltà riusciamo a posizionarci in una zona abbastanza centrale a una dozzina di metri dal palco. Ai Radian l’arduo compito di calmare e distrarre gli astanti. Il trio viennese con un Basso iper dub, batteria e laptop fonde elettronica e rock con sapienza ma senza coinvolgermi più di tanto (non tanto per demeriti della band, quanto per una mia mancata predisposizione al genere, e poi ancora mi ronzavano per la testa le note di Breadcrumb, non so come dire…).

Ciò che è accaduto dalle 23.30 all’una circa per me è quasi indescrivibile. La band quasi al completo (Ethan Buckler al basso era sostituito dall’efficace e coreografico Todd Cook, che non so chi cazzo sia) ha snocciolato pezzo dopo pezzo tutto l’(ahimè) esiguo repertorio, eseguendo nella sua perfetta completezza Spiderland, quasi tuto il bellissimo Tweez e le due tracce dell’EP Slint (93). Ho trattenuto a stento le lacrime sulla chiusura affidata a Good Morning, Captain (I MISS YOU era proprio il caso di urlarlo) e su Pam (il primo pezzo dell’EP). Il fascino di quei 4 ventenni che nel 91 stravolsero le regole della musica è rimasto integro e la leggenda largamente rispettata. Le emozioni le tengo per me. Durante il concerto i Nove si sono divisi: Psycho (quel marpione) con Hyddenplace, Cristian che usciva fuori a morire per una mezz’ora, Stefano, terminata infruttuosamente la ricerca di Cristian, rimaneva solitario vicino al palco, Io e Miki invece rimaniamo compatti al centro ma poi raggiungiamo Federica e Millamallory che se ne stavano sul fondo per evitare la bolgia mentre il DrBrunvand, poco distante, dissertava con delle tipe. Una volta ricompattato il gruppo, con 2 tachis, si fa ritorno gongolanti in Broccaindosso.
IL DR.BRUNVAND

Sabato 5 marzo, ore 11.00 circa. Dopo aver fatto colazione da Tiffany (Antica Bologna, carissimo ma di classe in S.Vitale) e preso un gelato da Bulgari (il Gelatauro, carissimo ma di estrema qualità in S.Vitale) le donne ci salutano e vanno per le vie della moda in stivali lasciandoci alla mercè del DrBrunvand: che è una cosa buona, cioè se io dovessi scegliere un’anfitrione che mi illustri ciò che debba essere visitato a Bologna è sul DrBrunvand che farei ricadere la mia preferenza, senza ombra di dubbio. Maestro di eleganza e stile country nonché massimo esperto in settori che spaziano dalle serie televisive alla psichedelia europea tutta, dai bluesman negri anni 20-30 ai videogiochi, il DrBrunvand caracollando con la sua celebre andatura perennemente sbilenca come marchio di fabbrica, è il miglior amico che mi ritrovo a Bologna. Ci separiamo in due gruppi dandoci appuntamento, di lì a un’ora e mezza, davanti a Gospel (ottimo negozio di dischi zona Montagnola): i dottori vanno in avanscoperta in cerca di un raro materiale denominato FICA, il contingente romano (ribattezzato con solennità da Brunvand La Tribù delle Palle Sudate ) invece passa da Tomassone a sbavare sulle chitarre. Arrivata in zona Montagnola, prima di ricongiungersi al team dei Dottori, la Tribù delle Palle Sudate in chi va ad imbattersi?: in nientepopòdimenochèèèèèè Dave Pajo!!!!
 Il chitarrista degli Slint, indisturbato, se ne andava fischiettando beatamente per Via Indipendenza e, riconosciuto da Stefano, viene praticamente inseguito e placcato dai membri della Tribù spronati da un Cristian versione Ultràs. Non meritano di essere riportate le poche domande che, emozionantissimo, sono riuscito a biascicare: CIONONOSTANTE (come giustamente direbbe Brullo Nulla) DAVE PAJO, PORCODIO! Ho veramente il rimpianto di non aver potuto immortalare con una foto questo momento ma conserverò per tutta la vita, condividendolo con i miei amici più cari, il ricordo di questo incontro fortuito, fortunoso e al tempo stesso simbolico. Da Gospel Cristian è il primo che mette mano al portafogli comprando un disco a detta sua introvabile. Il Dr.Brunvand, gongolando, ci porta in librerie fichissime, in negozi di strumenti musicali leggendari di cui a Roma non si erano mai visti esemplari tangibili (chitarre Vox, MiniMoog, Whulritzer Piano, Fender Rhodes, Organi Farfisa, mancava giusto il Mellotron che poi potevo morire felice), ci fa scorrazzare per vie segrete e anfratti nascosti fino a giungere da Alessandro Distribuzioni, il paradiso dei Fumetti. Mai passeggiata fu più divertente: il DrBrunvand era Willie Wonka, noi eravamo i bambini e Bologna era la Fabbrica del Cioccolato.
LA FESTA

Visto che sono due giorni che scrivo e noto che le dimensioni di questo post stanno raggiungendo livelli di difficile (di)gestione mi limiterò ad accennare brevemente gli avvenimenti di questa serata. Aperitivo da Osvaldo dove col DrPsycho si parla della Medaglia Fields (riconoscimento tributato ai matematici sotto i 40 anni che si sono distinti nella ricerca), del teorema di Fermat (musica per le mie orecchie) e di come i giapponesi l’abbiano messo al culo agli italiani (vicenda raccontata da Psycho con un velo di astio frammisto ad amarezza). Poi si va a fare la spesa (una tonnellata tra Moretti e candele) e il DrBrunvand ci spiega chi cazz’è il Dottor Harald Brunvand e così si disquisisce di leggende metropolitane e di memi. Tutto molto bello. Alla festa si presentano, scortate da svariati babbioni, 2 ragazze giapponesi amiche di Millamallory. Cristian e Stefano, invece di fare gioco di squadra preferiscono ostacolarsi a vicenda sicchè il tentativo di conquistarne una particolarmente lasciva fallisce miseramente. E’ da annotare la presenza di Egle (ex lead guitar di Massimo Volume e Ulan Bator) in uno stato di forma eccezionale: il genio evita di fare le ore piccole e dopo 2 o 3 birre, con l’umiltà dei grandi, saluta tutti e se ne va. Ad una certa ora il DrBrunvand rapisce il DrPsycho e lo inizia al gioco del Backgammon di cui è grande appassionato: come una sorta di Conte Cobram con il Ciclismo, Brunvand costringe Psycho ad una notte di passione con il Backgammon (ricordo ancora le sonore sconfitte che mi ha inferto quest’estate in Calabria, ah se le ricordo…!).
IL RITORNO

Domenica 6 marzo ore 14.00 circa Consumiamo da Danio l’immancabile piatto di tortellini ed è già tempo di tristi saluti. Psycho riesce ad estorcere un passaggio in macchina fino a Firenze e benché Miki volesse lasciarlo in piena zona Mostro, la mia intercessione fa si che il buon Dottore arrivi sano e salvo nei pressi della stazione Firenze-Rifredi: alla prossima avventura DrPsycho, che il Dio delle particelle costantemente accelerate vegli sempre su di te! Sigh! La Tribù delle Palle Sudate arriva spensierata a Roma intorno all’una, disturbata e infastidita dal nevischio.
|