?

Log in

Che iddio ti stramaledica, amico mio [entries|archive|friends|userinfo]
napoleonewilson

[ userinfo | livejournal userinfo ]
[ archive | journal archive ]

Links
[Links:| daw the answer: dr.psycho the truth: brullonulla la saccenza: scaruffi ]

Napoleonewilson c'è [Nov. 21st, 2006|04:37 pm]
napoleonewilson


this is the teh lame
Link16 comments|Leave a comment

INTELLIGENZA ARTIFICIALE [Jan. 25th, 2006|02:58 pm]
napoleonewilson
[Current Music |Spoon - Gimme fiction - My mathematical mind]

"It's hard to see how humanity can survive more than 10^50 years, give or take a factor of 2 in the exponent. Even that might require drastic concentration of intelligence in an artificial system that would carry on what our descendants might regard as the essence of human-descended life.

If we want humans like the present ones, living on planets like the present ones, illuminated by suns like the present ones, then 10^25 is perhaps the limit."

Questo è l'inizio di uno dei saggi del professor John McCarty, l'uomo che per primo introdusse la dizione Intelligenza Artificiale nel vocabolario della comunità scientifica.
Macchine pensanti e Intelligenza Artificiale. Un po' di riferimenti storici innanzitutto.
E' cosa buona e giusta attribuire a David Hilbert la facoltà di far scoccare la scintilla.
1900, inizia il ventesimo secolo e a Parigi i matematici fanno uno storico punto della situazione: in pratica si domandano "mo che cazzo dovemo fa?".
Il più autorevole tra loro traccia il solco da seguire dettando 23 problemi su cui fare luce: quell'uomo era il nostro David Hilbert. Non vi tedierò con una storia già nota, mi basta evidenziare che il secondo di questi 23 problemi, ossia la revisione completa dell'aritmetica, pose le basi e gli stimoli per la nascita di tutta la disciplina dell'IA.
Mi spiego subito anche se la necessità di rendere il tutto leggibile mi costringerà a compiere salti logici poco ortodossi.
A volte nella matematica accade che la mancata risoluzione di un problema apra porte e orizzonti che qualora il problema fosse stato risolto non si sarebbero aperte, e questo è proprio il nostro caso.
Il signor Godel, sempre sia lodato, inflisse una crepa profonda nelle speranze di Hilbert.
Nel 1932 con il suo famoso Teorema d'Incompletezza mise la parola fine alle speranze di revisione dell'aritmetica di Hilbert.
La fossa invece gliela scavò quattro anni dopo un altro giovane matematico, l'inglese Alan Turing. Nel 43 Hilbert muore bestemmiando e declamando il suo celebre motto "Dobbiamo sapere, Sapremo".
Ok, il passo da Alan Turing ai computer è breve. Alan fa amicizia con Von Neumann e insieme fanno il culo ai crucchi e poi creano il computer. Il computer nel 96 fa il culo a Kasparov.
Fine della storia.

Ora iniziano le domande.
Al giorno d'oggi innegabili sono stati i progressi compiuti dai tempi di Turing e VN ma altrettanto innegabile è la constatazione di una fase di stallo.
Abbiamo matematici e ingegneri da una parte e biologi e psicologi da un'altra: i primi stanno cercando di adeguare le macchine alla struttura neuronale del cervello (e un team di sviluppo francese sembra stia ottenendo ottimi risultati*) e i secondi invece cercano di capire il funzionamento del cervello con particolare riferimento alle funzioni di ricordo e memoria.
DOMANDA: Questa scissione come va interpretata? Inoltre è ipotizzabile e corretto omologare un eventuale intelligenza meccanica ad un oggetto (il cervello) che ancora non si conosce a fondo? E corretto chiamare intelligenza artificiale l'algoritmo che sta dietro a Deep Blue (il super-programma di scacchi)?

Link e approfondimenti:

i 23 problemi di hilbert

home page di john mccarty

uno dei più interessanti link sul lavoro di turing

*EDIT: grazie a Delio mi accorgo che il team è di Losanna, sono svizzeri e questo è il loro link
Link13 comments|Leave a comment

Fino a giovedì sarò in vita [Jul. 18th, 2005|05:16 pm]
napoleonewilson
[Current Mood |contentcontent]
[Current Music |Smog - Dongs of sevotion]

...I, oh, I’m still alive
Hey i, oh, I’m still alive
Hey i, but, I’m still alive
Yeah i, ooh, I’m still alive
Yeah yeah yeah yeah yeah yeah...

Infinite cose da fare e così poco tempo.

Momenti salienti in 2 mesi di inattività napoleonewilsoniana riportati in ordine non cronologico:

- Ho scoperto casualmente che Jimi Hendrix e Bruce Lee hanno frequentato la stessa High Scool a Seattle e il fatto mi ha incuriosito non poco.
Purtroppo ho trovato pochi elementi atti a giustificare la tesi complottistica che avrei gradito sviluppare in un post d'inchiesta (stile Governattori).

- I miei stivali sono morti dopo due anni di fedele schiavitù.
Ho provveduto dignitosamente.

- Meritate vacanze a Madrid: un delirio etilico in compagnia della mia fidanzata, della ottima Hyddenplace, della famiglia Brunvand, del Dr.Gonzo e di mio "cognato" Dario. Tormentone (graditissimo) dell'intero soggiorno la visione quotidiana dei classici di Totò. Seguirà dossier con foto.

- Ho iniziato a giocare ad Ogame, questo bellissimo gioco strategico on-line che ti permette di gestire le risorse e gli armamenti di un pianetucolo sperduto trasformandolo con pazienza in un Impero. Ne sono veramente entusiasta.

- Ho smesso definitivamente di giocare ad Ogame. Ne sono veramente entusiasta.

- La mia ragazza è a milano da due settimane per lavoro.
 Questo è più o meno lo stato in cui versa ora l'appartamento dove viviamo.
Giovedì lei torna ed io sarò morto.
Link19 comments|Leave a comment

MIRROR CLIMBING [May. 18th, 2005|07:11 pm]
napoleonewilson
[Current Mood |enragedenraged]
[Current Music |Liars - They Threw Us All In Trench And Stuck A Monument On]


L'incredibile vicenda del pianista muto mi fornisce un'ottimo spunto per sviscerare alcune tematiche che mi frullano in testa da un pò di tempo.
Sul "Piano man" le ipotesi maggiormente accreditate sono due: la più verosimile è ovviamente quella che prevede una simulazione, una recita da parte di questo giovinastro in cerca d'asilo e pubblicità, un'escamotage per far parlare di sè etceterà etceterà.
La versione più romantica, dalla quale prendo fin d'ora le distanze (ma per la quale, ovviamente faccio il tifo) è quella che ci fa rivenire alla mente le immagini di Shine e che comunque ipotizza l'autismo del ragazzo capace di esprimersi solamente suonando il pianoforte, veicolo indiretto di comunicazione profonda, nobile e poetico al tempo stesso.
Prendo il La da questa prospettiva perchè da sempre mi affascinano e spronano le sfide vinte da uomini non alla pari con i propri simili; gente magari afflitta da traumi di varia natura (culturali, fisici, psichici) che trova comunque il MODO per...hum...sento puzza di campo minato. Rileggo e mi dico: ma in che cazzo di discorsi ti vai ad impantanare per tracciare isomorfismi? Tanto ti era chiaro fin dall'inizio che volevi parlare di matematica, di Idiot Savant et similia, idiota che non sei altro, per cui evita mirror climbing e attacca con gli argomenti che ti stanno più a cuore. Grazie cervello, ah e scusa...

GLI IDIOT SAVANTS



Il gruppo musicale : 'Gli Idiot Savant facevano dell'improvvisazione altamente sperimentale, suonando strumenti giocattolo, fiati ed elettronica.'. Assumo che sono dei fricchettoni. Forse bravi. Non mi riferivo a loro.
La scienza medica definisce Idiot Savant quella particolare casistica di persone, molto comune tra gli autistici, che in maniera innata ha la capacità di eseguire mentalmente e con velocità sbalorditiva calcoli matematici pressocchè impossibili senza l'ausilio o di una calcolatrice o di carta, penna, calamaio e tanta pazienza. Vuoi sapere in che giorno della settimana capiterà il tuo centoquindicimillesimo compleanno? Chiedi a loro e in un battibaleno otterrai la risposta esatta.
Senza scomodare Rain Man, l'esempio per eccellenza ce lo fornisce Johann Martin Dase che autistico non era.
Vissuto nella prima metà dell'800 e impiegato da diverse nazioni europee per effettuare calcoli matematici di natura scientifica, il signor Dase aveva un peculiare marchio di fabbrica: moltiplicare a mente due numeri di 100 cifre ciascuno o calcolare pi greco fino alla duecentesima approssimazione decimale.
Gauss (con il quale tra l'altro Dase collaborò) o Eulèr godevano fin da bambini di tali strabilianti capacità che col crescere si stabilizzarono e rientrarono "alla base" ma questa normalizzazione non impedì loro di diventare grandi matematici e tracciare le linee guida nel campo della teoria dei numeri (la funzione euleriana Φ(n) per "sapere" quanti numeri primi esistano minori di n) o della probabilità (la famosa distribuzione Gaussiana).
Ecco, Dase invece non scoprì proprio un cazzo. E' per questo che mi sta simpatico. Era un idiot savant.
In Italia, sempre sul finire dell'800, si registrarono le medesime capacità in un umile agricoltore siciliano: Vito Mangiamele. Davanti alla commissione dell'Accademia delle Scienze di Parigi calcolò in 30 secondi la radice cubica di 3'796'416. E poi se ne tornò ai pascoli...

SRININVASA RAMANUJAN



Nella mia fantasiosa rappresentazione Ramanujan gioca il ruolo di anello di congiunzione tra gli idiot savants e i matematici di professione.
Non voglio con ciò sminuire le sue ipotesi e i suoi risultati (che beninteso fanno di lui uno degli esponenti più sorprendenti della storia di questa disciplina) ciononostante lo ritengo uno degli esempi fondamentali di come si possa avvicinare e vivere la matematica sotto un'ottica "diversa" e avvincente A(che poi è lo scopo di questo post, unitamente a quell'auto-incitamento che mi aiuta ad affrontare le materie che per una vita ho rifuggito e che ora sto studiando).
Ad Erode, un paesino dell'India meridionale, l'India delle caste e della dominazione inglese, nasce nel 1887 Srininvasa Ramanujan. Infanzia normale, se normale può definirsi la povertà delle classi dell'epoca, percorso di studi normale e nella norma i risultati. Evita la matematica intesa come serio approfondimento e specializzazione fino a quando, neanche adolescente, gli capita per le mani un vecchio formulario conosciuto come "A Synopsis of Elementary Results in Pure and Applied Mathematics", di George Carr.
Questo fù l'incontro della sua vita, non una donna ma un libretto (e qui chiaramente fa una cazzata).
Sbrocca letteralmente e con la sua lavagnetta si mette a trovare risultati o a riscrivere teoremi che nel formulario erano presenti in termini desueti. Una tale dedizione fece si che venne più volte bocciato a scuola e gli impedì di fatto l'accesso alla specializzazione che avrebbe potuto facilmente ottenere sotto forma di borsa di studio per il college.
Rapportata ai primi risultati la cosa veramente eccezzionale era il suo approccio fantasioso e irruento ma non metodico, approccio che denotava una sensibilità estrema ed un'attrazione quasi infantile per quel giocattolo rappresentato dalla matematica.
Nel libro a lui dedicato "L'uomo che vide l'infinito" si narra che il giovane Srininvasa dopo essersi accorto che alcune relazioni trigonometriche da lui autonomamente individate erano già state scoperte due secoli prima nientepopodimenochè dal su citato Euler, a dir poco indispettito strappò i suoi quaderni e nascose i resti nella soffitta di casa.
Fortuna (o sfortuna) volle che alcuni suoi carteggi vennero presi in considerazione dal matematico inglese G.H.Hardy al quale un Ramanujan disperato e insoddisfatto si era rivolto epistolarmente. Un sasso lanciato in uno stagno.
Nel 1913 Srininvasa si reca in Inghilterra su invito di Hardy e con lui inizia una intensa collaborazione professionale. La sua attività, come Hardy racconta, non fu mai lineare ma spesso intuitiva: egli di sovente enunciava un risultato X che asseriva provenire direttamente dai sogni o da ispirazioni divine. Ed il mastice che corroborava tale rapporto era che questi risultati erano spesso SBAGLIATI!: la sua fallibilità rafforzava tali risultati piuttosto che screditarli.
Srininvasa poi muore anche. A soli 33 anni per una grave forma di tubercolosi.

Penso di aver brevemente riassunto il concetto. Sarò ancor più breve (veramente) per le conclusioni.

Questo signore sostiene una teoria piuttosto incoraggiante (almeno per me che prendo sempre tutto in maniera poco seria). Egli afferma che " che le straordinarie facoltà di queste persone, in realtà, sono presenti in tutti noi. La percezione degli stimoli passa attraverso i sensi sottoforma di singole informazioni, che vengono processate dal nostro cervello per diventare un concetto, un'idea. Dopo pochi mesi dalla nascita la nostra corteccia cerebrale inizia a funzionare e ad elaborare le sollecitazioni del mondo esterno: è attraverso questo meccanismo che iniziamo ad apprendere.
Tale coordinazione è assente negli autistici, nei bambini è molto lenta e comunque sempre incompleta. I singoli messaggi percepiti restano isolati, per cui queste persone focalizzano la loro attenzione su un unico aspetto dell'esperienza senza riuscire a coglierla nella sua completezza; afferrano solo dei dettagli, forse ad altri impercettibili, come se di una fotografia vedessero solo i pixel o di una canzone le singole note. I soggetti normali operano a livello inconscio, più o meno rapidamente, la stessa sottile scomposizione degli stimoli, ma il loro cervello ha imparato ad integrare i vari dati raccolti dall'esterno, in quanto singolarmente non avrebbero alcun senso: note isolate non hanno nessun significato se non ascoltando la melodia che compongono".
(il resto qui)
Non mi resta che buttare tutti i libri, tanto sono un genio.
Link16 comments|Leave a comment

WORLD JUMP FAKE [Apr. 22nd, 2005|03:55 pm]
napoleonewilson
[Current Mood |perplessoanzichenò]
[Current Music |Talk Talk - Spirit of eden]



Ieri la metropolitana era parecchio affollata.
In situazioni come questa ovviamente rinuncio alla ricerca di quel posto a sedere che mi garantisce la possibilità di portare avanti qualche lettura ammazza-tragitto ( questo mese "Godel, Esher, Bach" di Douglas Hofstadter ).
In situazioni come questa la cosa migliore da fare è aggrapparsi alle maniglie e tentare di sfogliare Leggo (che prediligo rispetto a City e Metro per il maggior risalto dato alle notizie sportive) facendo attenzione a non farsi inglobare dal caos.
Tra tutte le notizie quella che mi ha colpito di più riguardava il fantomatico World Jump Day, evento sollecitato e sponsorizzato da questo sito creato ad hoc dal signor Torsten Lauschmann (e chicazz'è?).
In poche parole si tratta di radunare per il 20 luglio del 2006 tanti allegri amici ( che se sono 600 milioni è meglio ) e fare tutti insieme un bel salto.
Il fine ultimo di questa iniziativa non è promuovere l'aggregazione mondiale o baggianate socio-politiche che sonasega io quanto piuttosto MIGLIORARE IL CLIMA ALTERANDO L'ORBITA TERRESTRE tramite l'impatto provocato dal mega saltone.
Perbacco. Astuto il tipo.

Dando per vera e possibile l'ipotesi che 600 milioni di stronzi riescano a saltare contemporaneamente tenendo conto del fuso orario delle proprie nazioni, prendiamo carta penna e calamio e facciamo qualche calcolo.

Da qui prendiamo l'elegante dimostrazione della massa della terra che per inciso è di 6x10^24 kg. Che visto sotto forma di potenzia è un numerello amichevole ma se vogliamo rincoglionirci un pochino possiamo dire che equivale più o meno a 6000 miliardi di miliardi di tonnellate. 6 seguito da 24 zeri.

Ora dobbiamo usare un pò di fantasia per calcolare la massa dei saltatori: ipotizziamo che a saltare siano magari degli adulti (visto che di queste cose ai bambini non frega un cazzo) e che una ragionevole media tra il peso dei maschi e il peso delle femmine sia tra i 70 e gli 80 kg.
600'000'000 X 75 = 45'000'000'000.
45 miliardi di chili. quindi 45 milioni di tonnellate.

Ora possiamo calcolare il rapporto tra queste due grandezze:

6'000'000'000'000'000'000'000'000 / 45'000'000'000 =

6'000'000'000'000'000 / 45 = 133'333'333'333'333,3....

Quindi la massa degli stronzi è 133mila miliardi di volte più piccola della massa della cara vecchia Terra.

Se una tale entità fosse sufficiente a deviare pure di un micron la traiettoria della terra si inizierebbero a spiegare fenomeni quali la creazione delle piramidi o i colpi di una 44 magnum che ti catapultano a 10 metri di distanza dal punto d'impatto, o quei bei cazzottoni di Bud Spencer che facevano volare per aria i bambocci di turno...
Io la reputo una cappellata colossale.



Attendo il passaggio di fisici accreditati quali il Doc o Josephine che con la loro esperienza possano corroborare il mio calcoletto o coprirmi di insulti e di ridicolo (che magari è più probabile).
Link15 comments|Leave a comment

CIAO VECCHIO [Apr. 18th, 2005|03:22 pm]
napoleonewilson
[Current Mood |creativecreative]
[Current Music |Black Sabbath - Electric Funeral]



Era doveroso. Ora però basta con morti celebri o anniversari funesti.
Piuttosto vi ho mai raccontato del mio viaggio a Chernobyl?
Link4 comments|Leave a comment

ORDE DI FROCI D'ALBIONE [Apr. 14th, 2005|05:11 pm]
napoleonewilson
[Current Mood |accomplishedaccomplished]
[Current Music |Pink Floyd - Pigs (three different ones)]



Stasera parto per Londra. Torno domenica. Lunedì probabile resoconto dettagliato. See ya soon.
Link10 comments|Leave a comment

HUNTER STOCKTON THOMPSON (18/07/1937 - 20/02/2005) [Mar. 30th, 2005|10:35 am]
napoleonewilson
Non so se ridere o piangere. Riderò. Riderò perchè mi hai sorpreso per l'ennesima volta. Purtoppo l'ultima.


Link18 comments|Leave a comment

ROMA-MODENA-BOLOGNA-ROMA [Mar. 18th, 2005|05:04 pm]
napoleonewilson
[Current Mood |contemplativecontemplative]
[Current Music |Roky Erickson - Burn the flame]

LA PARTENZA


La macchina di Madame Rouge tirata a lucido per la partenza


Venerdì 3 marzo, ore 12.30.
Io e Stefano (a.k.a. Dr.Gonzo) siamo vestiti da cow-boy, Cristian indossa i consueti panni del Corduroy-Man Metropolitano e Miki (aka Madame Rouge!!!), impegnato alla guida, opta per una tenuta sportiva condita da un elegantissimo impermeabile sottratto all'armadio paterno e un improbabile accoppiata sciarpa/cappello che manco Amundsen al polo...
Ci lasciamo alle spalle la Capitale con un paio d'ore di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Il fatto che Cristian dimenticasse sui fornelli accesi una pentola poteva essere tranquillamente previsto.

Destinazione Bologna, TPO, Slint. La smania di poter dire 'Presente!' al concerto atteso una vita.
Inganniamo il tempo con il simpatico gioco di Indivovina il Personaggio. Robocop non ha il cazzo, ma Eva Robins sì, Thom York è un fico ma il Papa ha a che fare con la musica. E così, in allegria, sorvoliamo l'uscita dell'A1 per Bologna (che cmq non era segnalata adeguatamente): poco male, imbocchiamo la via Emilia da Modena 15 km più avanti e alle 19.00 scarse giungiamo a Via Broccaindosso.

Federica (che non vedevo da una settimana) e la famiglia Brunvand al gran completo ci accolgono frettolosamente ma in maniera calorosa, il tempo tiranno non ci permette neanche lo scarico dei bagagli: V.le Lenin ci aspetta. Per una quanto mai insolita scelta organizzativa l'accesso al locale era stato scaglionato e quelli che avevano prenotato dovevano entrare entro le 21.00, il resto della marmaglia dalle 21.00 in poi.
Davanti al locale sdrammatizziamo psicotropicamente l'attesa in mezzo a una discreta folla mentre il potente e improvviso soundcheck ci regalava le inconfondibili note di Breadcrumb Trail. Cazzo. Sguardi di intesa e approvazione si diffondono tra gli astanti. Si Entra.

IL DOTTOR PSYCHO


un pezzo d'uomo


Un paio di settimane prima del concerto spedisco delle mails al Dottor Brullo Nulla e ai Dottori Brunvand e Psycho paventando l'ipotesi di assistere tutti insieme al concerto di venerdì e organizzare una festicciola a TanaBrunvand il sabato. La proposta viene accolta di buon grado con mio sommo piacere. Il Dr.Psycho sarebbe arrivato in treno da Pisa e avrebbe alloggiato in Condominio Broccaindosso. Tra l'altro, la sera prima del concerto, causa banale errore nel comunicare il mio numero telefonico, gli fornisco la Donna della sua vita su un piatto d'argento ma questa è un'altra storia.
Giunto dinanzi il TPO, come da accordi, lo chiamo. Ci diamo appuntamento dentro al locale visto che lui era testè giunto in stazione.
Durante la conversazione apprendo una triste notizia: il cmq egregio Brullo Nulla (brutalizzato e totalmente asservito ai dettami del pelo femminile) aveva dei programmi alternativi per il week-end ergo non sarebbe stato dei nostri.
L’incontro avviene verso le nove: il DrBrunvand spezza il circolo birresco che avevamo formato (al quale s’era unita Hyddenplace) e va a rendere omaggio al DrPsycho che era appena arrivato: tenuta da viaggiatore scandinavo e zaino parallelepidico in spalla, sguardo incuriosito, lievemente disorientato ma allo stesso tempo sereno e contemplativo: l’eletto che ridurrà l’universo alla sua mercè, l’uomo che non teme l’assenza di materia all’interno (beh, quasi) delle particelle sub-atomiche, insomma un MITO DEI NOSTRI TEMPI si aggregava brillantemente al gruppo conferendogli un notevole valore aggiunto.
I NOVE avventurieri: 4 asphaltiti d.o.c., (ovvero brunvand, millamallory, psycho e hyddenplace) 1 napoleoneuilsoniano (me medesimo) e 4 osservatori neutrali per bilanciare il tutto (Federica, Stefano, Miki e Cristian).

IL LOCALE E IL CONCERTO.


non si vede una ceppa, lo so


Il TPO è veramente grande: è sufficientemente scarno e disadorno di cazzate, l’essenzialità la fa da padrona e la dislocazione dei locali è per certi versi labirintica ( ad esempio, cercando di raggiungere gli altri io e psycho abbiamo compiuto un’illusorio tragitto che ci ha riportati circolarmente al punto di partenza) e la Polivalenza (di cui si fregia nel nome) è garantita dalla caratterizzazione dei vari stanzoni che lo compongono.
La sala principale era già discretamente gremita quando ci introduciamo. Un giovinastro mi chiede “E’ qua che suonano gli slàint?”, e io gli concedo un “Se se…”.
Il babbeo mi ha fatto ricordare l’epica scena di Manhattan dove Woody fa il verso a Diane Keaton: Fangaaag???!!!!!?????
Senza particolare difficoltà riusciamo a posizionarci in una zona abbastanza centrale a una dozzina di metri dal palco.
Ai Radian l’arduo compito di calmare e distrarre gli astanti. Il trio viennese con un Basso iper dub, batteria e laptop fonde elettronica e rock con sapienza ma senza coinvolgermi più di tanto (non tanto per demeriti della band, quanto per una mia mancata predisposizione al genere, e poi ancora mi ronzavano per la testa le note di Breadcrumb, non so come dire…).


signori, giù il cappello: GLI SLINT!!


Ciò che è accaduto dalle 23.30 all’una circa per me è quasi indescrivibile. La band quasi al completo (Ethan Buckler al basso era sostituito dall’efficace e coreografico Todd Cook, che non so chi cazzo sia) ha snocciolato pezzo dopo pezzo tutto l’(ahimè) esiguo repertorio, eseguendo nella sua perfetta completezza Spiderland, quasi tuto il bellissimo Tweez e le due tracce dell’EP Slint (93).
Ho trattenuto a stento le lacrime sulla chiusura affidata a Good Morning, Captain (I MISS YOU era proprio il caso di urlarlo) e su Pam (il primo pezzo dell’EP).
Il fascino di quei 4 ventenni che nel 91 stravolsero le regole della musica è rimasto integro e la leggenda largamente rispettata. Le emozioni le tengo per me.
Durante il concerto i Nove si sono divisi: Psycho (quel marpione) con Hyddenplace, Cristian che usciva fuori a morire per una mezz’ora, Stefano, terminata infruttuosamente la ricerca di Cristian, rimaneva solitario vicino al palco, Io e Miki invece rimaniamo compatti al centro ma poi raggiungiamo Federica e Millamallory che se ne stavano sul fondo per evitare la bolgia mentre il DrBrunvand, poco distante, dissertava con delle tipe.
Una volta ricompattato il gruppo, con 2 tachis, si fa ritorno gongolanti in Broccaindosso.


IL DR.BRUNVAND


li voglio!

Sabato 5 marzo, ore 11.00 circa.
Dopo aver fatto colazione da Tiffany (Antica Bologna, carissimo ma di classe in S.Vitale) e preso un gelato da Bulgari (il Gelatauro, carissimo ma di estrema qualità in S.Vitale) le donne ci salutano e vanno per le vie della moda in stivali lasciandoci alla mercè del DrBrunvand: che è una cosa buona, cioè se io dovessi scegliere un’anfitrione che mi illustri ciò che debba essere visitato a Bologna è sul DrBrunvand che farei ricadere la mia preferenza, senza ombra di dubbio.
Maestro di eleganza e stile country nonché massimo esperto in settori che spaziano dalle serie televisive alla psichedelia europea tutta, dai bluesman negri anni 20-30 ai videogiochi, il DrBrunvand caracollando con la sua celebre andatura perennemente sbilenca come marchio di fabbrica, è il miglior amico che mi ritrovo a Bologna.
Ci separiamo in due gruppi dandoci appuntamento, di lì a un’ora e mezza, davanti a Gospel (ottimo negozio di dischi zona Montagnola): i dottori vanno in avanscoperta in cerca di un raro materiale denominato FICA, il contingente romano (ribattezzato con solennità da Brunvand La Tribù delle Palle Sudate ) invece passa da Tomassone a sbavare sulle chitarre.
Arrivata in zona Montagnola, prima di ricongiungersi al team dei Dottori, la Tribù delle Palle Sudate in chi va ad imbattersi?: in nientepopòdimenochèèèèèè Dave Pajo!!!!


questo ragazzetto dall'aria annoiata è SOLO il chitarrista più influente degli ultimi 15 anni di musica rock
Il chitarrista degli Slint, indisturbato, se ne andava fischiettando beatamente per Via Indipendenza e, riconosciuto da Stefano, viene praticamente inseguito e placcato dai membri della Tribù spronati da un Cristian versione Ultràs.
Non meritano di essere riportate le poche domande che, emozionantissimo, sono riuscito a biascicare: CIONONOSTANTE (come giustamente direbbe Brullo Nulla) DAVE PAJO, PORCODIO!
Ho veramente il rimpianto di non aver potuto immortalare con una foto questo momento ma conserverò per tutta la vita, condividendolo con i miei amici più cari, il ricordo di questo incontro fortuito, fortunoso e al tempo stesso simbolico.
Da Gospel Cristian è il primo che mette mano al portafogli comprando un disco a detta sua introvabile.
Il Dr.Brunvand, gongolando, ci porta in librerie fichissime, in negozi di strumenti musicali leggendari di cui a Roma non si erano mai visti esemplari tangibili (chitarre Vox, MiniMoog, Whulritzer Piano, Fender Rhodes, Organi Farfisa, mancava giusto il Mellotron che poi potevo morire felice), ci fa scorrazzare per vie segrete e anfratti nascosti fino a giungere da Alessandro Distribuzioni, il paradiso dei Fumetti. Mai passeggiata fu più divertente: il DrBrunvand era Willie Wonka, noi eravamo i bambini e Bologna era la Fabbrica del Cioccolato.

LA FESTA


BUUUUHHRPPP


Visto che sono due giorni che scrivo e noto che le dimensioni di questo post stanno raggiungendo livelli di difficile (di)gestione mi limiterò ad accennare brevemente gli avvenimenti di questa serata.
Aperitivo da Osvaldo dove col DrPsycho si parla della Medaglia Fields (riconoscimento tributato ai matematici sotto i 40 anni che si sono distinti nella ricerca), del teorema di Fermat (musica per le mie orecchie) e di come i giapponesi l’abbiano messo al culo agli italiani (vicenda raccontata da Psycho con un velo di astio frammisto ad amarezza).
Poi si va a fare la spesa (una tonnellata tra Moretti e candele) e il DrBrunvand ci spiega chi cazz’è il Dottor Harald Brunvand e così si disquisisce di leggende metropolitane e di memi. Tutto molto bello.
Alla festa si presentano, scortate da svariati babbioni, 2 ragazze giapponesi amiche di Millamallory. Cristian e Stefano, invece di fare gioco di squadra preferiscono ostacolarsi a vicenda sicchè il tentativo di conquistarne una particolarmente lasciva fallisce miseramente.
E’ da annotare la presenza di Egle (ex lead guitar di Massimo Volume e Ulan Bator) in uno stato di forma eccezionale: il genio evita di fare le ore piccole e dopo 2 o 3 birre, con l’umiltà dei grandi, saluta tutti e se ne va.
Ad una certa ora il DrBrunvand rapisce il DrPsycho e lo inizia al gioco del Backgammon di cui è grande appassionato: come una sorta di Conte Cobram con il Ciclismo, Brunvand costringe Psycho ad una notte di passione con il Backgammon (ricordo ancora le sonore sconfitte che mi ha inferto quest’estate in Calabria, ah se le ricordo…!).

IL RITORNO


Qui vediamo Madame Rouge alle prese con uno dei tornanti più impegativi del tratto appenninico


Domenica 6 marzo ore 14.00 circa
Consumiamo da Danio l’immancabile piatto di tortellini ed è già tempo di tristi saluti.
Psycho riesce ad estorcere un passaggio in macchina fino a Firenze e benché Miki volesse lasciarlo in piena zona Mostro, la mia intercessione fa si che il buon Dottore arrivi sano e salvo nei pressi della stazione Firenze-Rifredi: alla prossima avventura DrPsycho, che il Dio delle particelle costantemente accelerate vegli sempre su di te! Sigh!
La Tribù delle Palle Sudate arriva spensierata a Roma intorno all’una, disturbata e infastidita dal nevischio.

Link21 comments|Leave a comment

IF IT BLEEDS, WE CAN KILL IT [Mar. 10th, 2005|12:36 pm]
napoleonewilson
[Current Mood |exhaustedexhausted]
[Current Music |Giant Sand - Is all...over the map]

THE FORGE OF RULERS

Non so se avrò l'occasione di rifare un post di questo livello.
Questo è chiaramente il mio Jolly, il mio asso nella manica. Forte era la tentazione di tenermelo in serbo per i tempi di vacche magre ma, in periodi di smarrimento (quali sono quelli che stiamo vivendo), la necessità di figure leggendarie che fungano da sprone e corrano in soccorso delle nostre anime smarrite mi ha convinto a giocarmelo. Me ne pentirò.



(-Io preferivo ricordarlo come Dutch-)
Se oggi il sig. Schwarzenegger, neo-GOVERNATORE della California, se ne sta con i piedoni buttati sulla scrivania tirando ampie boccate dal suo fedele cubano accarezzando l'idea (verosimilmente realizzabile) di diventare Presidente del Mondo, un motivo c'è. E l'immensa popolarità o gli stretti rapporti familiari con la dinastia Kennedy non c'entrano un beneamato cazzo. Molto probabilmente l'avrete riconosciuto immediatamente nella foto in alto, ma chi è l'uomo che gli stringe la mano?



(-Io preferivo ricordarlo come Blain-)
Trattasi di James Janos, a.k.a. Jesse Ventura. JESSE VENTURA. Breve sunto della sua vita: Nasce nel '51 a Minneapolis ma è di origini slovacco/tedesche, si fa sei anni nei Navy Seals tanto per scaldarsi (Veterano del Vietnam), Wrestler professionista WWF ("The Body", comunque gloriosa la sua disfatta nell'epica finale per il titolo contro The Hulkster), ritiratosi causa prolungata esposizione all'Agent Orange (arma n.b.c. sperimentata dagli U.s.A. in Vietnam) passa a commentare gli incontri e finalmente inizia la sua carriera d'attore. Poi un bel giorno (3 novembre 1998) vince a sorpresa le elezioni per la carica di 38.mo governatore dello stato del Minnessota. GOVERNATORE DELLO STATO DEL MINNESSOTA.





(-Io preferivo ricordarlo come Billy-)
Il Sig. William Landham nasce l'11 febbraio 1941 a Canton (GA), è un orgoglioso discendente della tribù Cherokee.
Fisico prestante e carattere irascibile lo spingono verso la carriera di pornodivo e successivamente di attore (Sorvegliato Speciale, Ancora 48 ore..), POI UN BEL GIORNO...
(-dal sito www.sonnylandham.com-):
<...>18 11 2003, Sonny Landham held a press conference at the Kentucky State Capital, in Frankfort to announce his withdrawal as an independent candidate for governor of the state of Kentucky. This was done with the advice of campaign consultants who determined that the Landham campaign was 6 months behind schedule and lacking the funds to run a successful campaign. Sonny stated that he came into this race to win and not be a spoiler. Following Landham´s withdrawal he indorsed republican candidate, U.S. Representative, Ernie Fletcher and the complete republican slate of candidates <...>

Forse quel LACKING FUNDS gli ha creato qualche grattacapo di troppo, o magari per alcuni guai giudiziari (il nostro sul set è solito ingaggiare delle guardie del corpo che proteggano GLI ALTRI da lui), fatto stà che l'elezione del 2003 a GOVERNATORE DEL KENTUCKY non è andata bene.
Che duro colpo per uno come lui!: nel dicembre 2004 ha dichiarato che si candiderà alle elezioni che si terranno quest'anno a Central State: chi la dura la vince!
(per la cronaca: il seggio di governatore del Kentucky è andato a questo matto !!!)



(-Io preferivo ricordarlo come Dillon-)

Carl Weathers, ex stella degli Oackland Ryders, non ha bisogno di presentazioni: è un mito punto e basta. Non può esserci niente di bieco in questo simbolo della genialià: chi non vorrebbe giocare in piscina a tirare le palle da tennis a labrador addestrati con maestria proprio come fa lui in Rocky4?
POI UN BEL GIORNO....








Ok, Bill Duke, Shane Black ed Elpidia Carrillo ne sono rimasti fuori (dato che chiaramente non avevano il fisico) ma QUALCUNO SA SPIEGARMI PERCHE' TUTTI GLI ATTORI MUSCOLOSI DI PREDATOR SONO DIVENTATI O DIVENTERANNO GOVERNATORI DEI LORO STATI??

p.s.: Nei meandri della rete ho scovato un'intervista a Jesse Ventura. Tutto lasciava presupporre che fosse un fascio impressionante, e invece il genio non si va a candidare per i riformisti??
Questo è il pezzo forte del suo programma politico. Io intanto vado in cartolibreria a prendere i moduli per diventare cittadino del Minnesota.

Link23 comments|Leave a comment

navigation
[ viewing | most recent entries ]
[ go | earlier ]